Respiro ed Evoluzione



Ci sono diverse cose che, noi e il nostro corpo, abbiamo bisogno di svolgere per rimanere in vita. Prime fra tutte possiamo ricordare: mangiare, bere, sognare (che è diverso da dormire... lo si è fatto a sufficienza) e respirare. Verrebbe facile pensare che, in una società evoluta, le persone crescano avendo una grande competenza nello svolgere queste quattro funzioni basilari.

Quando impariamo a leggere e scrivere, iniziamo a riconoscere i simboli (le lettere) che associamo a certi suoni, studiamo l’alfabeto, e poi quali suoni produce la successione di più lettere, così che poi arriviamo alle parole, alle frasi, ai periodi. Chi continua a impratichirsi può, col tempo, diventare abile nel tradurre i suoi pensieri tramite lo scritto, ed elaborare articoli, temi, tesi, libri e saggi. È importante, ai fini di una buona comunicazione e interscambio d’idee, che sempre più persone siano in grado di leggere e scrivere con agilità. Non è un caso che dove regna ignoranza sia più facile instaurare dittature e regimi.

La maggior parte delle persone sottovaluta le basi, l’alfabeto del corpo, non se ne preoccupa minimamente! “Che differenza vuoi che faccia se bevo acqua di fonte o bibite gassate e zuccherate? Se mangio verdura e frutta tutti i giorni anziché carne e latticini? Se ricordo o non ricordo i miei sogni? Se il mio respiro è corto e superficiale, piuttosto che ampio e rilassato? Se l’aria che respiro è piena di nano particelle?” questo mi disse una signora che aveva spesso attacchi di panico, ma non sapeva leggere nulla dei messaggi che le mandava il suo corpo. Per fortuna la maggior parte della gente soffre solo di leggere nevrosi e ansia diffusa, e vede l’Essere costantemente allegri, felici e di buon umore, come un qualcosa di strano... utopico, irrealizzabile, improbabile, se non impossibile...

È veramente così importante saper “Respirare”? Riconoscere e “sentire” come si muovono il mio diaframma (muscolo che permette ai polmoni di riempirsi e svuotarsi), la cassa toracica, come sono l’inspirazione e l’espirazione? Quante apnee faccio durante la giornata? Nel mio lavoro, che ho scelto di far coincidere con ciò che mi diverte e permette di esprimere totalmente i talenti che ho scoperto di avere, faccio osservare alle persone che il modo in cui respirano è veramente fondamentale.

Ho notato che nella nostra società sempre più persone:

- si rivolgono ad un Facilitatore di Respiro

- faticano a svolgere la funzione vitale per eccellenza, quella che, se non viene svolta per più di tre minuti, porta ad avere danni al cervello

- si rendono conto di un’ovvietà... e cioè che non solo il Respiro è connesso alla salute, ma anche profondamente alle emozioni, ai pensieri e al proprio stile di vita. 

Forse è il momento di fermarsi e accorgersi che sia quantomeno insolito che esista una professione come la mia. Sarebbe bene prendere questa riflessione come un campanello d’allarme, una sirena che suona forte e ci avverte che c’è qualcosa che non va nel modo in cui stiamo vivendo. Tutto questo ci può portare facilmente a farci delle domande sul nostro stile di vita, sul fatto che la parola “evoluzione” acquisisce significati diversi in base alla mente che li concepisce. Investire tempo ed energie in tecnologia e competenze per produrre oggetti superflui, quando esistono ancora persone che non sono in grado di dirigere, a piacimento, i propri pensieri verso ciò che desiderano, verso obiettivi, e si lasciano “burattinare” e “am-malare” dai propri incubi a occhi aperti... è folle quanto inquinare Acqua e Aria, cioè gli elementi necessari alla nostra sopravvivenza.

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